Teseo abbandona Arianna

Teseo abbandona Arianna, Felice Torelli (1667-1748) - cm 181 x 2263 - Olio su Tela

Ci ostiniamo a chiamarlo abbandono ogni volta che qualcuno se ne va. Ma non tutte le partenze hanno lo stesso significato.

Non ti abbandona chi ti ha davvero amato. Chi ha amato lascia comunque una traccia: un rispetto che sopravvive alla fine, una gratitudine silenziosa, il desiderio che tu stia bene anche lontano. L'amore può terminare, può trasformarsi, persino consumarsi, ma raramente cancella l'umanità dell'altro.

Ti abbandona, invece, chi ti ha usato. Chi ha visto in te una risposta ai propri vuoti, un rifugio temporaneo, uno strumento per sentirsi meno solo. Finché sei stato utile è rimasto; quando non hai più soddisfatto un bisogno, è andato via senza voltarsi. Non perché sia finito l'amore, ma perché l'amore, in realtà, non era mai cominciato.

La differenza è tutta qui: l'amore costruisce una relazione tra due persone; l'utilizzo costruisce un rapporto tra un bisogno e un mezzo. E quando il bisogno cambia, anche il mezzo viene sostituito.

Per questo il dolore più profondo non nasce dalla fine di un amore, ma dalla scoperta di non essere mai stati amati davvero. È allora che si comprende che ciò che sembrava una storia condivisa era, per qualcuno, soltanto un passaggio.