Etimologicamente, la parola nostalgia affonda le proprie radici nella lingua greca: nasce dall'unione di nostos, il ritorno, e algos, il dolore. È, dunque, il dolore del ritorno impossibile, il desiderio struggente di ritrovare luoghi, atmosfere e momenti che il tempo ha allontanato, ma che la memoria continua ostinatamente a custodire.
Esiste una forma particolare di nostalgia che potremmo definire "nostalgia da cartolina". È quella sensazione dolceamara che assale chi osserva immagini provenienti da un passato ormai remoto; un sentimento che conoscono bene coloro che gli anni li hanno attraversati e che, guardando una fotografia sbiadita, riescono ancora a sentire il profumo del mare, il vociare delle persone, il ritmo lento di giornate che sembravano non dover finire mai.

È proprio ciò che provo ogni volta che sfoglio le cartoline raccolte in questa presentazione. Immagini semplici, eppure straordinarie, che raccontano il volto di Santo Spirito negli anni Sessanta e in alcuni casi in epoche ancora precedenti. Un piccolo universo affacciato sull'Adriatico, "l'ameno borgo a mare a nord della città di Bari", che per secoli fu la marina di Bitonto e che ancora oggi conserva, nonostante le trasformazioni del tempo, il fascino discreto delle sue origini marinare.
Le cartoline non mostrano soltanto luoghi. Raccontano un modo di vivere. Il porto con le sue barche allineate lungo il molo, i pescatori intenti al lavoro, le famiglie che passeggiano sul lungomare, le estati vissute senza fretta, quando il mare rappresentava il centro della vita quotidiana e il borgo conservava una dimensione autentica e familiare.

Ogni immagine è una finestra aperta sul passato. Ogni scorcio restituisce frammenti di una memoria collettiva che appartiene non soltanto a chi ha vissuto quegli anni, ma anche a chi desidera conoscere le proprie radici. Perché i luoghi cambiano, le persone passano, le generazioni si susseguono, ma la memoria rimane. E le vecchie cartoline, con la loro fragile bellezza, continuano a svolgere il prezioso compito di custodirla. Questo viaggio tra le immagini di Santo Spirito non vuole essere soltanto un esercizio di ricordo. Vuole essere soprattutto un omaggio a un borgo, alla sua storia, ai suoi abitanti e a quel mare che da sempre ne accompagna l'esistenza. Un invito a guardare il passato non con malinconia, ma con gratitudine, riconoscendo in esso le tracce di ciò che siamo stati e le radici di ciò che siamo diventati.




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