- Category: Arte
- Autore: Nunzio Giorgio
- Pubblicazione: 2016
- Editore:ADDA
Bari acquerelli. La memoria della città attraverso lo sguardo di Nunzio Giorgio
Pubblicato da Adda Editore una decina di anni fa
(2016), Bari
acquerelli è un volume che raccoglie circa ottanta vedute della
città realizzate da Nunzio Giorgio, ispirate a fotografie
scattate lungo l'intero arco del Novecento. L'opera restituisce
al lettore un patrimonio iconografico di grande valore
documentario, accompagnato dalle puntuali didascalie di Giulia Foggetti, antiquaria e collezionista di dipinti, stampe e
cartoline storiche dedicate a Bari.
Fino agli anni del secondo dopoguerra, nonostante la crescente
diffusione della fotografia industriale, gli acquerelli
continuavano a occupare un ruolo significativo nell'editoria
illustrata. Enciclopedie, sussidiari, riviste e manifesti
ricorrevano frequentemente a immagini dipinte, capaci di evocare
atmosfere che la fotografia dell'epoca non sempre riusciva a
trasmettere. La leggerezza cromatica e la delicatezza del tratto
conferivano infatti agli acquerelli una qualità narrativa e
sentimentale oggi quasi scomparsa, complice il progressivo
declino di una tecnica praticata ormai da pochi appassionati.
Nunzio Giorgio appartiene a questa ristretta schiera di cultori
dell'acquerello. Nel suo lavoro egli ha tradotto fedelmente
immagini fotografiche d'epoca, trasformando il bianco e nero in
una tavolozza di colori misurati e realistici.
L'operazione non
si è limitata a una semplice colorazione delle fotografie, ma ha restituito vitalità e profondità emotiva a scorci urbani ormai
consegnati alla memoria.
Particolarmente riuscite risultano le tavole dedicate ai palazzi
della Bari ottocentesca e alle architetture della cosiddetta
"terza Bari", sviluppatasi oltre la linea ferroviaria. Tra le
immagini più significative emerge quella che raffigura il
moderno edificio di vetro e cemento sorto in Piazza Moro, sulla
cui superficie riflettente riaffiora, come un'apparizione, il
profilo dell'antica sede liberty del principale quotidiano
cittadino, demolita nel secolo scorso. L'acquerello assume qui
una forte valenza simbolica: il passato sembra riaffacciarsi sul
presente per ricordare il valore di un patrimonio architettonico
irrimediabilmente perduto e per sollecitare una riflessione
critica sulle scelte urbanistiche che hanno segnato la storia
della città.
Non mancano tuttavia alcune riserve. La scelta di dedicare
spazio ad architetture contemporanee come lo stadio San Nicola
di Renzo Piano appare meno convincente rispetto alla possibilità
di valorizzare edifici storici di maggiore equilibrio formale,
come lo Stadio della Vittoria. Anche le vedute più celebri della
città — il lungomare, il borgo antico, le fortificazioni, le
chiese e le piazze monumentali — pur corrette nell'esecuzione,
risultano talvolta più descrittive che interpretative.
Al di là di questi aspetti, il principale merito del volume
risiede nella sua capacità di evocare una Bari ormai scomparsa.
Attraverso gli acquerelli di Giorgio riaffiora una città dalle
dimensioni più umane, caratterizzata da ritmi lenti, spazi
ordinati e atmosfere serene, una realtà urbana che vive oggi
soprattutto nella memoria collettiva e nelle testimonianze
iconografiche.
Come ha osservato Aldo Luisi nella prefazione, Bari acquerelli
si configura come un autentico diario visivo, vicino nello
spirito ai carnets de voyage dei viaggiatori del Grand Tour, che
annotavano impressioni e paesaggi con rapidi schizzi destinati a
trasformarsi, una volta rientrati in patria, in incisioni,
dipinti o raffinati acquerelli.
In questa prospettiva Nunzio Giorgio si è rivelato non soltanto
un abile interprete della memoria urbana, ma un osservatore
profondamente legato alla propria città. I suoi acquerelli non
rappresentano semplicemente Bari: la raccontano con affetto,
nostalgia e rispetto, trasformando ogni veduta in un omaggio
sincero a un'identità che il tempo ha modificato, ma non
cancellato.