Dal 12 novembre 2026 al CityOval Milano, “Cleopatra: The Truth” propone un viaggio tra archeologia, storia e tecnologia per restituire un volto più autentico all’ultima grande sovrana d’Egitto.
Quando si pronuncia il nome di
Cleopatra, l’immaginazione corre subito a un volto
bellissimo, a uno sguardo seducente e a una donna
capace di conquistare gli uomini più potenti del suo
tempo. Un’immagine consolidata da secoli di
racconti, opere letterarie, dipinti e film, ma che
rischia di lasciare in ombra la complessità di uno
dei personaggi più affascinanti della storia antica.
È proprio da questa distanza tra la leggenda e la
realtà che nasce Cleopatra: The Truth, la mostra
immersiva che aprirà al pubblico il 12 novembre 2026
al CityOval Milano, nel quartiere di CityLife.
L’obiettivo è andare oltre gli stereotipi per
raccontare Cleopatra VII non soltanto come icona di
bellezza e seduzione, ma come sovrana, diplomatica,
donna di cultura e abile stratega politica.
Una donna molto diversa da quella tramandata dalla
leggenda
La storia di Cleopatra è stata raccontata attraverso
lo sguardo di chi, spesso, aveva interesse a
deformarne l’immagine. Dopo lo scontro con
Ottaviano, destinato a diventare l’imperatore
Augusto, la regina d’Egitto fu rappresentata dalla
propaganda romana come una minaccia orientale, una
donna pericolosa e seduttrice, capace di
condizionare gli uomini e mettere a rischio la
stabilità di Roma.
Una rappresentazione che ha attraversato i secoli,
alimentando un immaginario nel quale la dimensione
privata e sentimentale della regina ha finito per
prevalere sul suo ruolo politico.
La mostra invita invece a considerare Cleopatra
nella sua interezza: una sovrana impegnata a
difendere l’autonomia del proprio regno in un
Mediterraneo dominato dall'espansione romana, una
diplomatica capace di muoversi in un mondo di
alleanze e conflitti e una donna dotata di una
formazione culturale non comune. Secondo le
ricostruzioni storiche, conosceva più lingue e
sapeva utilizzare la cultura e la religione come
strumenti di governo e di comunicazione con i suoi
sudditi.
Non soltanto, dunque, la protagonista delle
relazioni con Giulio Cesare e Marco Antonio, ma una
figura politica che cercò fino all’ultimo di
preservare l’indipendenza dell’Egitto.
Le ricerche archeologiche alla ricerca della regina
Il percorso espositivo si fonda sulle ricerche
condotte nel sito archeologico di Taposiris Magna,
in Egitto, alle quali sono legati l’egittologo
Zahi Hawass e l’archeologa Kathleen Martinez,
coinvolti nel progetto come curatori e consulenti
scientifici.
Gli scavi hanno portato alla luce testimonianze di
grande interesse, tra cui strutture templari, una
vasta necropoli e un articolato sistema di gallerie
sotterranee. Le indagini proseguono anche nell'area
costiera, dove sono stati esplorati fondali e
strutture sommerse.
Uno degli interrogativi più affascinanti riguarda
proprio il luogo di sepoltura di Cleopatra. La sua
tomba non è stata identificata con certezza e la
possibilità che le ricerche possano condurre a nuove
scoperte continua ad alimentare l'interesse degli
studiosi.
È importante distinguere, tuttavia, tra le evidenze
archeologiche già documentate e le ipotesi ancora da
verificare: il mistero della sepoltura della regina
rimane aperto e non può essere considerato risolto.
La mostra intende accompagnare il pubblico dentro
questo processo di ricerca, raccontando non soltanto
i risultati degli scavi, ma anche gli indizi, le
domande e le difficoltà che caratterizzano il lavoro
degli archeologi.
Quando la tecnologia diventa racconto
A rendere particolare l'esperienza sarà il ricorso a
installazioni digitali e ambienti immersivi, pensati
per trasformare la visita in un viaggio attraverso
il mondo di Cleopatra.
Il cuore dell'allestimento sarà la Limitless Room,
uno spazio nel quale le immagini si estenderanno
senza soluzione di continuità dalle pareti al
soffitto e al pavimento. Proiezioni, effetti
luminosi, elementi olografici e paesaggi sonori
contribuiranno a creare ambientazioni avvolgenti,
restituendo suggestioni dell'antico Egitto e del suo
universo simbolico.
Non si tratterà, quindi, soltanto di osservare
immagini su uno schermo, ma di entrare fisicamente
in una narrazione visiva che intreccia ricostruzione
storica e immaginazione.
Un'altra sezione sarà dedicata al lavoro
archeologico vero e proprio: reperti, strutture e
testimonianze degli scavi saranno inseriti in un
percorso che permetterà di comprendere come prende
forma la conoscenza del passato. Tra gli elementi
più attesi figura anche una ricostruzione digitale
del volto della regina, elaborata a partire dalle
testimonianze storiche disponibili.
Su questo punto sarà interessante capire quanto la
ricostruzione riesca a distinguere i dati
documentati dalle inevitabili interpretazioni.
Perché il volto autentico di Cleopatra resta, ancora
oggi, una questione complessa: le immagini monetali
e le testimonianze antiche offrono indizi preziosi,
ma non consentono di ricostruirne con assoluta
certezza l'aspetto reale.
Una regina da riscoprire
Il fascino di Cleopatra non risiede soltanto nei
suoi amori celebri, nella sua morte tragica o nel
mistero che ancora circonda la sua tomba. Risiede
soprattutto nella capacità di una donna di
esercitare il potere in un'epoca dominata da grandi
ambizioni imperiali, cercando di mantenere il
proprio regno indipendente di fronte a una Roma
sempre più potente.
È forse questo l'aspetto più interessante
dell'iniziativa milanese: provare a liberare
Cleopatra dalla gabbia di un'immagine costruita nel
corso dei secoli e restituirle la complessità che
appartiene ai personaggi storici più importanti.
La tecnologia potrà rendere questo incontro più
spettacolare e coinvolgente; l'archeologia, dal
canto suo, dovrà continuare a porre le domande e a
verificare le risposte. È nel dialogo fra questi due
linguaggi che la mostra cercherà di trovare il
proprio equilibrio.
“Cleopatra: The Truth” aprirà il 12 novembre 2026 al
CityOval Milano. Un'occasione per avvicinarsi a una
delle figure più celebri dell'antichità con uno
sguardo diverso, ricordando che, dietro ogni
leggenda, esiste una storia più complessa, spesso
ancora tutta da comprendere.