Vania Elettra Tam | AjnoS - Mi stai sulla pelle


La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni inaugura sabato 18 luglio alle ore 19.00 la mostra bipersonale, Mi stai sulla pelle, di Vania Elettra Tam e AjnoS a cura di Carlo Micheli. Mi stai sulla pelle è una mostra che non resta in superficie: entra, s'insinua, morde, vibra. Qui il corpo non è un tema da manuale, ma un territorio vivo, dove emozioni e memorie si attaccano come soprannomi azzeccati. La pelle diventa paesaggio, diario, specchio: tutto ciò che siamo — e ciò che fingiamo di non essere più — torna a galla.

Vania Elettra Tam | AjnoS - Mi stai sulla pelle

07 luglio 2026 - Comunicato stampa
 


"Ci sono mostre - scrive Carlo Michele, curatore - che si guardano, e mostre che si attraversano. Mi stai sulla pelle appartiene alla seconda specie, perché non si limita alla mera esposizione di opere, ma si apre a nuovi orizzonti, dove il corpo non è un soggetto, né un tema, ma un territorio. Una geografia viva, pulsante, dove la memoria si deposita come polvere sottile e l’emozione affiora come una febbre. La pelle si fa paesaggio, varco temporale, un luogo dove ciò che siamo — o ciò che siamo stati — insiste, ritorna, brucia, ride. In questo spazio condiviso, Vania Elettra Tam e AjnoS più che incontrarsi si sfiorano, attraverso due scritture diverse, due profondità diverse, due modi differenti di abitare il corpo.
 

Eppure, nella distanza, qualcosa vibra all’unisono.
 

Le figure di Tam arrivano come confessioni che non chiedono perdono. Corpi che hanno smesso di proteggersi e hanno scelto di raccontarsi. Il ciclo "Mi ricompongo" si apre, si incrina, si lascia attraversare da un’ironica teoria di tatuaggi che sono insieme ferita e liberazione. I nomi cancellati degli ex amanti sono piccole epigrafi sentimentali, memorie che non vogliono più essere discrete. La melomania che accosta Beethoven ai Sex Pistols, Elvis ai Nirvana, è un pantheon privato, sgangherato, irresistibile, è un modo di dire che la vita non ha un ordine, e che il corpo è il suo archivio più fedele. In effetti, a ben guardare, Tam non tatua, scrive. Scrive ciò che resta, ciò che brucia, ciò che fa ridere quando ormai non fa più male.La pelle diventa un diario senza pudore, un luogo dove il cattivo gusto è una forma di verità, e la verità una forma di libertà.

AjnoS lavora in un’altra direzione, come se ascoltasse il corpo da dentro. Le sue figure emergono, affiorano, si manifestano con quella caratteristica presenza degli occhioni spalancati, che non guardano il mondo ma lo assorbono. Occhi che sono di per sé stessi un linguaggio. La sua pittura è attraversata dai quattro elementi — terra, acqua, aria, fuoco — non come simboli, ma come forze che abitano il corpo, che lo compongono. Per AjnoS non si tratta di “natura” come sfondo, né di “essere umano” come protagonista, ciò che dipinge è l’abbraccio indissolubile con la materia. Ogni figura è permeata dall’elemento che la compone, a ricordare che non siamo padroni di ciò che ci circonda, ma custodi della stessa sostanza. La terra è nelle radici, nei fiori che sbocciano e si dissolvono. L’acqua è nelle membrane che si aprono, nelle superfici che sembrano respirare. L’aria è nei vuoti, nelle sospensioni, nei silenzi che circondano le figure. Il fuoco è nelle fratture, nelle tensioni, nelle linee che sembrano bruciare la superficie. Sono tracce, sintomi, rivelazioni... Perché solo riscoprendo questo legame imprescindibile — accettando che la natura non è fuori, ma pulsa dentro — l’essere umano può ritrovare se stesso e non c’è futuro senza la consapevolezza profonda che siamo, da sempre, la stessa medesima carne del mondo.
 

Se Tam espone ciò che resta, AjnoS rivela ciò che affiora. Due movimenti opposti, due direzioni contrarie, eppure la stessa urgenza: dare alla pelle il ruolo che le spetta. Non superficie, dunque, ma memoria. Non ornamento, ma linguaggio. Non confine, ma destino.


Una mostra da attraversare, che chiede di essere guardata lentamente, come si guarda, appunto, un tatuaggio tanto complesso da annullare il supporto epidermico o una lacrima che scivola piano da occhi troppo grandi, lucidi come specchi, nella consapevolezza che ogni segno è un incontro, una perdita, una trasformazione.
In "Mi stai sulla pelle" il corpo non è più un’immagine ma un luogo, e la pelle non è ciò che ci separa dal mondo, ma ciò che del mondo ci resta addosso."




AjnoS, pseudonimo di un'artista nata a Zurigo nel 1975 e residente nel Salento, sviluppa una ricerca pittorica che fonde Pop Surrealismo e Realismo Magico. Le sue iconiche figure femminili dagli occhi intensi raccontano emozioni, fragilità e memoria attraverso un linguaggio sospeso tra fiaba e introspezione. Dopo il debutto nel 2007, espone in Italia e all'estero partecipando a progetti internazionali, tra cui Psychonauten II presso l'HR Giger Museum in Svizzera, Arte in Nuvola a Roma e la personale Neverland alla Galleria Spazio Cima. Nel 2025 prende parte alla collettiva internazionale Art-Exchange Italy-America a New York.

MEDIA
AjnoS, pseudonimo di un'artista nata a Zurigo nel 1975 e oggi residente nel Salento, è una pittrice, visagista e truccatrice professionista che ha costruito un linguaggio espressivo personale, lontano dai canoni accademici e profondamente legato alla dimensione emotiva. Fin da bambina manifesta una naturale inclinazione per il disegno, che affianca agli studi di progettazione per l'architettura e l'arredamento, sviluppando parallelamente una ricerca artistica autonoma. Le prime opere si ispirano alla cultura pop, reinterpretata con ironia e leggerezza, mentre negli anni successivi il lavoro come make-up artist orienta la sua ricerca verso l'universo femminile, facendo del volto il principale mezzo di narrazione. Nascono così le sue iconiche figure: donne-bambine dagli occhi immensi, malinconici e intensi, caratterizzate da lineamenti asimmetrici e delicati che raccontano fragilità, forza, sogni e resilienza. La sua pittura, realizzata principalmente a olio e acquerello, si colloca tra il Pop Surrealismo e il Realismo Magico contemporaneo, con richiami alla fiaba, al simbolismo e all'immaginario onirico. Il debutto espositivo avviene nel 2007 con la mostra personale "Double Face" a Specchia, seguita nello stesso anno dalla selezione come finalista al 7° Premio Nazionale di Pittura e Scultura di Novara. Negli anni consolida la propria presenza nel panorama artistico italiano partecipando a numerose collettive curate da Luigi Sergi e a importanti progetti internazionali, tra cui "Paesaggio Italiano", itinerante nei musei di Romania e Bulgaria nel 2013, e "Human Rights". Dal 2015 è presenza costante della rassegna internazionale "Le Fil Rouge" di Palazzo Risolo a Specchia, mentre dal 2020 espone in sedi di rilievo come il Museo del Presente di Cosenza, Atelier Montez di Roma e la galleria Musk and Amber di Tunisi.Il biennio 2021-2023 rappresenta una fase di significativa maturazione artistica: l'opera "Lupus in fabula" viene pubblicata nell'Agenda degli Artisti della Storica Libreria Bocca di Milano, partecipa ad Arte in Nuvola con la Galleria Spazio Cima e al prestigioso progetto "Psychonauten II" presso l'HR Giger Museum di Gruyères, in Svizzera. Nel 2023 Spazio Cima le dedica la personale "Neverland", confermando la piena maturità della sua poetica. Negli ultimi anni il percorso prosegue con la partecipazione al premio "Ritratto di un'Economia d'Autore", alla rassegna "Arte nel Vento" e, nel 2025, alla collettiva internazionale "Art-Exchange Italy-America" di New York, promossa dalla Fondazione Carlo Rambaldi. Oggi AjnoS è considerata una delle interpreti più riconoscibili del Pop Surrealismo italiano contemporaneo: attraverso immagini sospese tra fiaba e introspezione, le sue opere invitano lo spettatore a ritrovare il bambino interiore e a riflettere sulla complessità delle emozioni umane.
 


Vania Elettra Tam nasce a Como nel 1968, si forma artisticamente a Milano e oggi vive a Mantova. L’ironia e la seduzione delle sue rappresentazioni si intrecciano con una sottile critica sociale, espressa con uno sguardo lieve, divertito e surreale. Lo spettatore è invitato a giocare con le unità di tempo, luogo e spazio, nella consapevolezza che nulla è come appare. Nel corso della sua carriera ha esposto in numerose mostre, prevalentemente istituzionali, in Italia e all’estero. Le sue opere sono presenti in collezioni private e museali e sono state inserite da verie case editrici per illustrare libri di narrativae didattica comparendo talvolta in copertina.

Nata a Como nel 1968, si forma artisticamente a Milano, ora vive a Mantova. Tra le mostre principali: la 54° Biennale di Venezia - Padiglione Italia diffuso di Sgarbi a Palazzo Te di Mantova; “Un’altra storia. Arte italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero” curata da Edoardo di Mauro a San Carpoforo a Milano; “Perturbaciones” al Museo Nacional de Bellas Artes a L’Habana; “Iside Contemporanea” a cura di Ferdinando Creta al Museo Arcos di Benevento; La personale “Kanon Regole Ferree” curata da Franca Marri a Trieste e presentata dal critico Edward Lucie-Smith; Il Šibenik City Museum le dedica una personale come special guest dell’International Children’s Festival Croato; Nel 2017 al Palazzo della Ragione realizza l’antologica «conTAMinAzione» a cura di Carlo Micheli; “conTAMinazione” va anche a Palazzo Ducale a Genova per la cura di Virginia Monteverde; Realizza lo stendardo per il Palio di Montagnana del 2019, esposto a Castel San Zeno; Varie le collettive curate da Francesco Piazza presso The Project Gallery di Atene, Palazzo Riso, alla galleria La Piana di Palermo e alla Cube Gallery di Patrasso; Tre le personali curate da Carlo Micheli: “Ironikonirica” alla Rocca San Vitale di Fontanellato e al Castel Baradello di Como, nonché alla Galleria Mossini di Mantova; Nel 2025 consegue il 1° premio alla kermesse “Il femminile nell’arte” curata da Ivan Quaroni alla Galleria Civica “Ezio Mariani” di Seregno (MB) e viene invitata dai curatori Massimo Pirotti e Erika Vecchietti alla mostra “Cosmogonie. Narrazioni Visionarie” al Museo della Galleria del Premio Suzzara (MN). Sue opere fanno parte della collezione del Museo Parisi Valle di Maccagno (VA), del Museo di Palazzo Te di Mantova, della Direzione Nazionale CGIL di Roma e della collezione CAB Art Gallery di Amman in Giordania. Oltre alle persone già citate, del suo lavoro hanno scritto Mariateresa Zagone, Igor Zanti, Alessandra Redaelli, Vincenzo Giulio Farachi, Claudio Rizzi, Carlo Ghielmetti, Sergio Gaddi…

 

Vania Elettra Tam | AjnoS - Mi stai sulla pelle
A cura di Carlo Micheli

Inaugurazione sabato 18 luglio ore 19,00
18 luglio – 9 agosto 2026

Orario visite: dal lunedì al sabato 10.30-14.00 e 16.30-19.30, domenica solo mattina

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale (centro storico)
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
info@orizzontiarte.it- www.orizzontiarte.it
F: Orizzontiartecontemporanea

Communication Manager
Amalia Di Lanno
www.amaliadilanno.com - info@amaliadilanno.com

 

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