Per celebrare i cinquant’anni della sua galleria, Susanna Orlando rende omaggio a Firenze, sua città natale, con la mostra Yes We Fluxus! Party Chiari e Amicizie Fluxus dedicata a Giuseppe Chiari. Artista visivo, musicista, pianista e compositore fiorentino, Chiari è stato una figura chiave in Italia del movimento Fluxus e ha profondamente ridefinito, nella seconda metà del Novecento, il rapporto tra musica, gesto e arti visive. Di Giuseppe Chiari (Firenze, 26 settembre 1926 – Firenze, 9 maggio 2007) ricorre quest’anno il centenario dalla nascita e nel 2027 il ventennale dalla scomparsa.
Per celebrare i cinquant’anni
della sua galleria, Susanna Orlando rende
omaggio a Firenze, sua città natale, con la mostra
Yes We Fluxus! Party Chiari e Amicizie Fluxus
dedicata a Giuseppe Chiari. Artista visivo,
musicista, pianista e compositore fiorentino,
Chiari è stato una figura chiave in Italia del
movimento Fluxus e ha profondamente ridefinito,
nella seconda metà del Novecento, il rapporto tra
musica, gesto e arti visive. Di Giuseppe Chiari
(Firenze, 26 settembre 1926 – Firenze, 9 maggio
2007) ricorre quest’anno il centenario dalla nascita
e nel 2027 il ventennale dalla scomparsa.
Musicista di formazione, Chiari ha messo in
discussione fin dagli anni Sessanta l’idea
tradizionale di composizione, trasformando la musica
in azione, comportamento, esperienza. Per lui la
partitura non era soltanto uno spartito da eseguire,
ma un campo aperto di possibilità: istruzioni
minime, frasi scritte, segni grafici diventavano
inviti all’azione, spesso ironici, sempre radicali.
Quando nel 1962 entra in contatto con il gruppo
Fluxus, inizia a prendere parte a numerosi festival
internazionali, sviluppando in questo contesto le
sue “azioni musicali”, performance in cui il
pianoforte viene suonato, chiuso, spostato, talvolta
semplicemente evocato. La musica, più che produrre
suono, diventa un atto mentale e concettuale. Uno
dei suoi contributi più riconoscibili è la “musica
visiva”: grandi fogli di carta su cui interviene con
scritte, segni, pentagrammi alterati, dichiarazioni
come “La musica è facile” o “L’arte è facile”. Frasi
apparentemente semplici che contengono una critica
sottile ai sistemi accademici e al mito della
complessità come valore. La sua ricerca si colloca
in dialogo con figure come John Cage, con cui
condivide l’attenzione per il caso, il silenzio e la
ridefinizione dell’atto musicale, ma mantiene una
cifra personale fortemente legata alla scrittura e
alla dimensione grafica.
Scrive Susanna Orlando: “Il termine Fluxus mi ha
sempre intrigata, così come il concetto di libertà
espressiva insito in quel folto gruppo di personaggi
e artisti straordinari. Non ho mai conosciuto
personalmente il maestro Giuseppe Chiari, ma i suoi
Gesti sul piano, i suoi segni e graffi sugli
spartiti - tanto infantili quanto rivoluzionari - mi
hanno sempre affascinata. Lo immagino negli anni ‘60
a Milano al teatro Lirico al concerto di John Cage
mentre strappa lentamente l’oggetto del suo
mestiere, uno spartito appunto. Così come lo vedo
seduto nei laboratori fiorentini dove amava
trascorrere il tempo lavorando. Chiari divulgava
arte. Chiari era un operaio dell’arte. Un fiorentino
come me. E così, con questa prima mostra, do il là
alle celebrazioni dei miei cinquant’anni di
attività. Partiamo da Firenze.”
Il progetto prende avvio da un nucleo centrale di 16
opere inedite e di grande pregio di Giuseppe Chiari,
provenienti da un atelier fiorentino dove l’artista
amava trascorrere il suo tempo. Attorno a questo
corpus si costruisce un dialogo vivo con lavori di
artisti internazionali e performer, legati all’area
Fluxus e non solo, in relazione diretta o ideale con
la figura di Chiari. L’accostamento tra opere
diverse si configura come un vero e proprio
contrappunto visivo, capace di generare un ideale
concerto espositivo. Un insieme dinamico che, nello
spirito del movimento internazionale, rinnova
quell’idea di flusso continuo e coinvolgente in cui
arte e vita si incontrano e si fondono.
Gli
artisti sono convocati in mostra per celebrare non
solo il cinquantenario della galleria, fondata nel
1976, ma anche il centenario della nascita di
Chiari. L’esposizione assume così il tono di una
festa – o meglio di un party, come suggerisce il
sottotitolo – dichiaratamente ispirata allo spirito
di Fluxus, con quell’energia conviviale, ironica e
giocosa che ha caratterizzato gli artisti del
movimento.
Gli artisti invitati, presenti con le loro opere,
entrano nel progetto come veri e propri contrappunti
musicali. Le loro ricerche dialogheranno con i
leitmotiv della poetica di Chiari – il gioco,
l’improvvisazione, il caso, il coinvolgimento, la
gestualità – per affinità o per contrasto.
L’accostamento delle opere permetterà allo
spettatore di cogliere immediatamente lo spirito del
lavoro di Chiari e, al tempo stesso, quello degli
artisti coinvolti. Senza sovrastrutture teoriche,
sarà il pubblico stesso a scoprire il gioco
associativo che nasce dal dialogo visivo e
concettuale tra i lavori.
Per attivare ulteriormente
questa dimensione, due musicisti – Eugenio Sanna,
chitarra acustica, oggetti, voce, e Davide
Lucchesi, chitarra acustica e oggetti – saranno
coinvolti in performance legate all’improvvisazione
in spirito Fluxus, elemento centrale della ricerca
dell’artista. L’intervento sonoro non sarà un
semplice accompagnamento, ma parte integrante
dell’esperienza. John Cage
(1912 - 1992), precursore e ispiratore di Fluxus. Il suo concetto di
silenzio, come intervallo fra due suoni, servì ad aprire il microcosmo
musicale alla realtà circostante: al pubblico e ai rumori della sala.
Chiari, a confronto, contribuì a esplorare questa realtà contestuale
all’esecuzione concertistica aprendo ulteriormente la musica al reale, a
partire dal gesto. I suoi Gesti sul piano, ad esempio rilevano anzitutto
le mani dell’artista prima del suono prodotto, operando una immediata
apertura dal sonoro al visivo e viceversa. Gianni Melotti (Firenze 1953), artista
fiorentino che lavora con la fotografia, ha collaborato direttamente con
Giuseppe Chiari, al quale era legato da profonda e pluriennale amicizia. Di
recente l’artista ha pubblicato un volume monumentale edito da Giunti dedicato
proprio a Chiari (“La fotografia è facile”). Di Melotti in mostra è presente
Piano Bar, opera fotografica dedicata a Chiari. Dal termine latino flusso, mutamento, Fluxus è
stato un movimento internazionale d’avanguardia complesso e multiforme nato
negli anni Sessanta del Novecento (1961-1962) e che prosegue a suo modo anche
fuori dalle cronologie storiche più ristrette. Ha lasciato in eredità uno
spirito di avventura che esula dalla tradizione, un nuovo atteggiamento
collettivo di apertura verso la vita, verso una libera unione di tutte le arti
(dalla musica sperimentale, alla danza, alle nuove tecnologie, al concettualismo
artistico) e una inedita simbiosi fra processi artistici ed esistenza.
Irriverente verso il potere, amante del gioco e dello spirito comunitario, al
cui interno ogni artista partecipava con le sue personali sperimentazioni. “Un buon gallerista non solo vende arte, ma
insegna a vivere l’arte”. YES WE FLUXUS!
L’idea progettuale prende ispirazione da Suonare la
stanza di Giuseppe Chiari: la musica è suono, e il
mondo sonoro appartiene pienamente alla realtà
visibile. In uno dei suoi statement, l’artista
fornisce istruzioni per far “risuonare” uno spazio
attraverso il corpo del performer, stecche e
strumenti percussivi, invitando a interagire con gli
elementi presenti nell’ambiente.
Da qui nasce il cuore del progetto: trasformare lo
spazio espositivo in una sorta di music box, un
organismo vivo in cui le complessive 21 opere, i
suoni, le presenze e gli accadimenti possano
risuonare e interagire tra loro, generando
un’esperienza aperta, dinamica e condivisa.
Nam June Paik (Seul, 1932 – Miami, 2006), artista statunitense di
origine sudcoreana, è fra i grandi pionieri della videoarte e parte
integrante della galassia Fluxus. Il suo lavoro è volto alla creazione
di una circolazione immediata di una nuova estetica, tesa a ridurre la
distanza tra artista e fruitore, prevedendo il ruolo della tecnologia
nella comunicazione interpersonale. Fluxus si proponeva di ricollegare
l’arte al mondo, al quotidiano, alla realtà e in questo modo arricchirla
di percezioni e desideri come una nuova reciproca apertura, una porta,
un passaggio. Un lavoro di Paik (Voyeur’s Mail Box) è costituito da una
cassetta delle lettere all’interno della quale è possibile visionare un
monitor dalla fessura orizzontale della cassetta trasmesso da una
videocamera esterna che registra ciò che avviene in tempo reale davanti
ad essa. È come un fuori che diventa dentro – così come in Chiari il
dentro e il chiuso tende, in modo centrifugo, al fuori verso l’aperto e
il reale.
Milan Knìzac (Pilsen 1940), celebre artista ceco, performer,
scultore, musicista del rumore, dissidente politico, teorico dell'arte e
pedagogo associato a Fluxus, è presente in mostra con un lavoro del 1964
che mostra un performer in divisa che suona per strada sdraiato un
violoncello fra sbigottiti passanti.
Carlo Battisti (Viareggio 1945), artista proveniente dalla mail art, ebbe
contatti con Fluxus e intrattenne un’amicizia epistolare con George Maciunas.
Collaborò inoltre con Chiari, invitato a un concerto peripatetico nelle sale del
Museo Pecci di Prato, che coinvolgeva diversi artisti muniti di strumenti
musicali autoprodotti. Battisti presenta alcuni lavori che mettono assieme la
musica alla bicicletta e al monociclo grazie a raffinate tecniche autoprodotte.
Il progetto presentato da Susanna Orlando, nascendo in questo spirito di
amicizia e aprendosi alla sorpresa, al caso, al gioco e alla vita – contro una
realtà che intende spingere alla guerra – sembra condividerne lo spirito, la
ricerca di un barlume di festa.
Susanna Orlando spiega così l'essenza di quello che, da cinquantanni è il suo
mestiere. Figlia d’arte, e enfant prodige (era gallerista a meno di diciott’anni),
ha adottato ben presto uno stile personalissimo, fatto di amore per l’arte e per
ogni singola opera, e di attenzione. Attenzione per i dettagli, in tutto ciò che
fa, e attenzione verso collezionisti e clienti, in quel percorso comune per
imparare a “vivere l’arte”.
Nata nel 1976 a Forte dei Marmi, nel 2013 la Galleria Susanna Orlando si è
spostata nel centro storico di Pietrasanta. Nella primavera del 2018, alla sede
principale di via Stagi 12, si è affiancato il nuovo spazio di via Garibaldi 30.
La Galleria Susanna Orlando si conferma così come punto di riferimento per
l’arte contemporanea, con un'offerta che spazia dai nomi più storicizzati ai
giovani emergenti.
PARTY CHIARI & AMICIZIE FLUXUS
a cura di Paolo Emilio Antognoli
5 aprile - 7 giugno 2026
Inaugurazione
sabato 4 aprile 2026, ore 18.00
via Stagi 12, Pietrasanta (LU)
Galleria Susanna Orlando
Sedi: Via Stagi 12 e via Garibaldi 30, Pietrasanta (LU)
T +39 0584 70214
Orari: lunedì - domenica 10.30-13.30 / 16.00-21.00
info@galleriasusannaorlando.it
www.galleriasusannaorlando.it
UFFICIO STAMPA
Studio Battage, Milano
Margherita Baleni | +39 347 4452374 | margherita.baleni@battage.net