CROMOMURGIA. Il paesaggio come memoria della materia


In CROMOMURGIA (idrocolori su legno di risulta, cm 60 × 90, 2021), Leonardo Basile realizza un'opera che supera la tradizionale rappresentazione del paesaggio per restituirne l'essenza geologica, antropologica e poetica. L'artista non dipinge la Murgia barese: la ricostruisce attraverso la materia stessa, affidando al legno di recupero il compito di custodire una memoria antica, fatta di stratificazioni, ferite e sedimentazioni.

L'assemblaggio delle sottili tavole lignee, accostate secondo un ritmo apparentemente irregolare ma governato da un rigoroso equilibrio compositivo, richiama la struttura dei campi murgiani osservati dall'alto, i muri a secco, le lame che attraversano il territorio, le fenditure della roccia calcarea modellata dal tempo. Ogni elemento conserva la propria individualità materica: venature, imperfezioni e differenze cromatiche non vengono occultate, ma elevate a linguaggio.

La tavolozza è volutamente trattenuta. Gli idrocolori si depositano sul legno come velature leggere, lasciando emergere bruni terrosi, verdi attenuati, grigi minerali e ocra consumati dalla luce. È una cromia che non cerca l'effetto decorativo, ma la risonanza emotiva. Si percepisce il sole della Murgia non attraverso l'abbagliante luminosità, bensì nella lenta ossidazione dei colori, come se il tempo stesso avesse dipinto la superficie.

L'opera possiede una qualità musicale. Le assi verticali scandiscono un tempo visivo simile a una partitura, dove pause, variazioni e silenzi assumono lo stesso valore delle campiture cromatiche. Lo sguardo attraversa la composizione senza trovare un punto privilegiato: ogni frammento è indispensabile all'equilibrio dell'insieme, come ogni pietra contribuisce alla costruzione di un muro a secco.

L'aspetto forse più significativo di CROMOMURGIA risiede proprio nella scelta del materiale. Il legno di risulta non rappresenta soltanto una soluzione tecnica o una sensibilità ecologica; diviene metafora della rigenerazione. Basile restituisce dignità a ciò che era stato scartato, dimostrando come la memoria possa trasformarsi in forma e come ogni materia conservi una possibilità inespressa. È una poetica coerente con il suo percorso di sperimentazione, nel quale materiali poveri vengono sottratti all'oblio per acquisire una nuova identità artistica.

La Murgia evocata da Basile non è quella della cronaca o della cartolina. È una Murgia interiore, filtrata dal ricordo e dalla contemplazione, nella quale il paesaggio diventa condizione dello spirito. Le superfici lignee sembrano respirare insieme alla terra che evocano; il quadro assume così il valore di un reperto contemporaneo, capace di conservare il dialogo tra uomo e natura senza indulgere in alcuna nostalgia.

In un'epoca dominata dalla velocità dell'immagine digitale, CROMOMURGIA invita invece alla lentezza dello sguardo. Richiede di essere osservata come si percorre un sentiero murgiano: senza fretta, lasciando che siano le minime variazioni della luce, della materia e del colore a rivelarne progressivamente il significato.

Con questa opera Leonardo Basile dimostra come l'astrazione possa ancora essere profondamente territoriale. Non descrive un luogo: ne restituisce il respiro, la memoria e il silenzio. È proprio in questa tensione tra costruzione geometrica e vibrazione organica che CROMOMURGIA raggiunge la propria forza espressiva, trasformando il paesaggio della Murgia in una meditazione universale sul tempo, sulla materia e sulla permanenza.

Prof. Alessandro M. Rossi
Storico e critico dell'arte contemporanea



  • Titolo: CROMOMURGIA
  • Genere: LIGNEO
  • Dimensioni: cm 60 x 90
  • Tecnica: MISTA
  • Data realizzazione: 21/10/2021
  • Redattore: Alessandro M. Rossi