In Labyrinth in Blue Leonardo Basile costruisce
lo spazio pittorico attraverso una fitta sovrapposizione di
segni, campiture e strutture geometriche, trasformando la
superficie della faesite in una sorta di territorio
stratificato. Il blu, dominante assoluto, non è uniforme: varia
continuamente d’intensità e si apre a velature, abrasioni,
tracce materiche e improvvise emersioni del fondo.
La composizione sembra organizzarsi secondo una successione di
rettangoli e linee che si incastrano, si interrompono e si
sovrappongono, suggerendo l’idea del labirinto senza però
descriverlo in maniera figurativa. È proprio questa ambiguità a
dare forza al dipinto: l’occhio cerca un percorso, ma viene
continuamente ricondotto dentro la trama dell’immagine.
Tecnicamente, l’opera rivela un procedimento fatto di accumulo e
sottrazione: la materia viene depositata, velata, graffiata e in
parte rimossa, lasciando affiorare bianchi e tonalità più
profonde. Ne deriva una superficie vibrante, quasi consumata dal
tempo, nella quale la geometria perde la sua rigidità per
diventare gesto.
Un lavoro del 1993 in cui Basile affronta dunque il rapporto tra
ordine e disordine, struttura e materia, affidando al blu il
compito di tenere insieme una realtà pittorica inquieta e
profondamente immersiva.
- Titolo: Labyrinth in Blue
- Genere: Astratto/informale
- Dimensioni: cm70 x 100
- Tecnica: legno, acrilici e smalti su faesite
- Data realizzazione: 1993
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