L’opera di Leonardo Basile si presenta come un vortice cromatico in continua trasformazione, un campo visivo nel quale il colore smette di essere semplice elemento decorativo per diventare energia emotiva e movimento interiore. La composizione, apparentemente astratta, costruisce una dimensione immersiva che richiama la fluidità dell’acqua, la densità dell’atmosfera e il dinamismo di una materia in espansione. Il predominio dei blu e dei verdi genera una sensazione di profondità meditativa, quasi cosmica, mentre le improvvise accensioni di rosso introducono tensione e vitalità, interrompendo l’equilibrio con impulsi emotivi più intensi. Basile non definisce forme riconoscibili: preferisce evocare stati percettivi, lasciando che sia l’osservatore a costruire il proprio paesaggio mentale. In questo senso, l’opera si colloca nella tradizione dell’astrazione lirica, dove il gesto pittorico diventa traccia psichica e ritmo sensoriale. La struttura circolare che attraversa la tela suggerisce un movimento centripeto e centrifugo insieme: tutto sembra convergere verso un nucleo invisibile per poi dissolversi nuovamente nello spazio. Questo andamento crea una tensione continua tra ordine e caos, tra controllo compositivo e spontaneità espressiva. La pennellata appare fluida, quasi respirata, capace di stratificare velature e trasparenze che amplificano la profondità atmosferica del dipinto. L’opera comunica un senso di “delirio cromatico positivo”, come suggerisce implicitamente il titolo: non una perdita di equilibrio, ma una liberazione della percezione attraverso il colore. Il caos visivo si trasforma così in esperienza contemplativa, dove l’energia della materia pittorica diventa veicolo di introspezione. Basile sembra voler condurre lo spettatore oltre il dato reale, in uno spazio emotivo sospeso tra memoria, intuizione e dimensione onirica. Dal punto di vista tecnico, emerge una ricerca raffinata sull’interazione tonale e sulla vibrazione della superficie. I passaggi cromatici non sono netti, ma sfumati e dinamici; la luce sembra nascere dall’interno del colore stesso. Questa qualità conferisce all’opera una forte componente musicale: la tela appare costruita come una partitura di intensità e pause, di accelerazioni e dissolvenze. Nel complesso, il lavoro di Leonardo Basile rivela una poetica fondata sulla libertà del gesto e sulla capacità evocativa del colore. È un’opera che non si limita a essere osservata, ma richiede di essere attraversata emotivamente, trasformando la visione in esperienza sensoriale e meditativa.



  • Titolo: POSITIVE CHROMATIC DELIRIUM
  • Genere: astratto/informale
  • Dimensioni: cm. 107 X 100
  • Tecnica: smalti su faesite
  • Data realizzazione: 10 agosto 2023
  • Redattore: VIRTUALE