Questi due lavori del 1994, realizzati su
faesite in tecnica mista, appartengono a una fase di ricerca
nella quale Leonardo Basile porta la materia pittorica verso una
dimensione quasi organica. La tecnica mista diventa strumento di
stratificazione: il colore non si limita a ricoprire la
superficie, ma costruisce una trama, una sorta di tessuto visivo
nel quale segni, sovrapposizioni e trasparenze producono
profondità.
A emergere, osservando i due dipinti, è soprattutto l'idea di
una materia che non appare mai completamente ferma. Le forme
circolari, ripetute e sovrapposte, sembrano infatti assumere il
valore di nuclei, cellule, particelle o membrane attraversate da
una forza interna. È proprio questa continua vibrazione della
superficie a suggerire il termine Pulsazioni: il quadro non
viene percepito come uno spazio statico, ma come qualcosa che
respira, si contrae, si espande e reagisce al gesto pittorico.
Nel primo dipinto, dominato dai toni del blu, dell’azzurro e
dell’ocra, la superficie appare come un organismo attraversato
da una fitta rete di forme. I segni circolari e filamentosi
sembrano affiorare e scomparire, creando una percezione sospesa
tra il naturale e l’astratto. Le linee più ampie che
attraversano la composizione introducono una tensione dinamica,
quasi a suggerire una struttura nascosta sotto la pelle del
quadro.
Qui la pulsazione è lenta, profonda, quasi sommessa. Il colore
tende a penetrare l'uno nell'altro e le forme non si impongono
immediatamente allo sguardo: richiedono un'osservazione più
attenta, come se il dipinto custodisse una vita interna che
lentamente si rivela. Il blu sembra inoltre dilatare lo spazio,
mentre gli inserti ocra e dorati introducono una componente più
terrena, quasi minerale. Ne deriva una sensazione di profondità
che va oltre quella puramente pittorica: è come guardare una
materia in trasformazione.
Nel secondo lavoro la stessa ricerca cambia ritmo. Il blu e il
turchese dialogano con il rosso, il giallo e l’arancio, mentre
una moltitudine di forme circolari si sovrappone fino a generare
un movimento quasi vorticoso. Qui la materia assume un carattere
più gestuale e istintivo: il colore sembra depositarsi,
rincorrersi e reagire al segno.
Se nel primo dipinto la pulsazione sembra provenire
dall'interno, nel secondo sembra invece propagarsi verso
l'esterno. Le forme si moltiplicano, si accavallano, si urtano
visivamente; il bianco che affiora tra i colori contribuisce a
creare improvvisi intervalli di luce, quasi pause all'interno di
una partitura cromatica. Il risultato è una superficie più
inquieta e vitale, nella quale il gesto dell'artista rimane
maggiormente percepibile.
È interessante, inoltre, come il cerchio perda qui ogni
possibile riferimento alla geometria pura. Non è un cerchio
perfetto, controllato, matematico: è un cerchio tracciato,
ripreso, interrotto, sovrapposto. È il gesto stesso a
modificarne continuamente la forma. In questo senso la geometria
viene restituita alla materia e al corpo: diventa segno emotivo,
traccia di un movimento della mano e, insieme, metafora di una
pulsione.
Considerati insieme, Pulsazioni I e Pulsazioni II testimoniano
dunque una ricerca coerente ma non ripetitiva. La forma
circolare, la stratificazione, il gesto e la materia diventano
elementi di un linguaggio personale capace di trasformare la
superficie della faesite in uno spazio pulsante.
Il primo lavoro tende alla contemplazione, alla profondità e
alla sedimentazione; il secondo alla vitalità, alla tensione e
all'esplosione cromatica. Non sono quindi due variazioni dello
stesso tema, ma due differenti stati di una medesima energia:
nel primo la materia sembra trattenere il proprio battito, nel
secondo sembra lasciarlo esplodere sulla superficie.
Ed è forse proprio qui che il titolo Pulsazioni trova la sua
ragione più autentica: non nella semplice presenza di forme
circolari, ma nella capacità della pittura di suggerire qualcosa
che non si vede direttamente — un ritmo vitale nascosto dentro
la materia.
- Titolo: Pulsazioni-1994-1/2
- Genere: INFORMALE
- Dimensioni: cm 50 x 70
- Tecnica: Smalti su faesite
- Data realizzazione: 1994
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