In questa opera Leonardo Basile costruisce lo spazio pittorico attraverso una fitta articolazione di forme rettangolari e quadrangolari, sovrapposte e accostate come tessere di un organismo in continua trasformazione. Non si tratta, tuttavia, di una geometria rigida o puramente razionale: le forme sembrano piuttosto nascere dal gesto, dalla ripetizione del segno e dalla stratificazione del colore, conservando una componente istintiva che impedisce alla composizione di irrigidirsi.

La prevalenza dei verdi, dei blu e dei toni petrolio crea una dimensione cromatica profonda, quasi notturna, dalla quale emergono improvvisi bagliori dorati, ocra e rossastri. È proprio questo rapporto tra oscurità e luminosità a dare all'immagine una particolare tensione percettiva. La luce non appare come un elemento esterno, ma sembra essere trattenuta dentro la materia pittorica e affiorare lentamente dalle sue stratificazioni.
Il segno assume un ruolo determinante. Le pennellate, prevalentemente verticali e orizzontali, si moltiplicano fino a generare una sorta di trama visiva, quasi un tessuto attraversato da vibrazioni. In alcuni punti il colore appare più compatto e raccolto, in altri si fa sottile, lasciando intravedere passaggi cromatici e piccole interferenze che animano la superficie. Ne deriva una pittura nella quale la materia non è semplicemente depositata, ma sembra essere stata pazientemente costruita attraverso un processo di accumulo e sottrazione.
La struttura compositiva richiama, per certi aspetti, un'architettura frammentata: aperture, blocchi, passaggi e compartimenti sembrano organizzare uno spazio che potrebbe essere letto tanto come costruzione quanto come paesaggio mentale. L'occhio percorre questi elementi senza trovare un vero punto di arresto, passando da una zona all'altra e scoprendo continuamente nuove variazioni tonali. La forma, quindi, non delimita soltanto lo spazio, ma diventa il mezzo attraverso cui lo spazio si dilata.

È particolarmente interessante il modo in cui Basile riesce a conciliare ordine e movimento. Da una parte esiste una struttura riconoscibile, fondata sull'incastro delle forme; dall'altra, il gesto pittorico introduce irregolarità, vibrazioni e imperfezioni che rendono ogni elemento diverso dall'altro. È una caratteristica coerente con quella ricerca astratto-informale che accompagna il percorso dell'artista e con la sua continua sperimentazione di tecniche, materiali e linguaggi.
Il risultato è una composizione che non racconta qualcosa di immediatamente riconoscibile, ma suggerisce un luogo interiore: una sorta di spazio fatto di memorie, passaggi, sedimentazioni e improvvise accensioni. I piccoli affioramenti di colore caldo, disseminati soprattutto nelle zone più scure, funzionano quasi come segnali: presenze luminose che interrompono la continuità del verde e del blu e conferiscono alla superficie una dimensione emotiva.
In questo senso, Trame di luce può essere considerata una pittura della percezione e della stratificazione. Il dipinto chiede allo sguardo di soffermarsi, perché la sua ricchezza non risiede soltanto nell'impatto complessivo, ma nelle numerose microvariazioni che emergono osservandolo da vicino. È una pittura che sembra muoversi lentamente sotto gli occhi, come se ogni pennellata custodisse una piccola variazione di luce.

L'opera testimonia dunque una fase particolarmente significativa della ricerca di Basile: quella in cui la geometria non viene utilizzata per imporre un ordine definitivo alla realtà, ma per cercare un equilibrio dentro il disordine, trasformando il gesto, la materia e il colore in strumenti di una costruzione poetica. La superficie diventa così una sorta di territorio attraversato da forze diverse, dove razionalità e impulso, rigore e libertà, ombra e luce convivono senza annullarsi.
E forse è proprio in questa convivenza che risiede la forza dell'opera: una costruzione apparentemente silenziosa, ma internamente attraversata da un continuo movimento.

 



  • Titolo: TRAME DI LUCE
  • Genere: DIPINTO
  • Dimensioni: cm 100 x 70
  • Tecnica: ACRILICI E SMALTI SU CARTONE PRESSATO
  • Data realizzazione: 1993
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