Il silenzio dell'acqua, la memoria della luce
Nell'ultimo approdo della sua ricerca pittorica, Leonardo
Basile sceglie un gesto inatteso: sottrae invece di aggiungere.
Dopo anni di sperimentazioni fondate sulla densità materica,
sulle geometrie modulari, sulle sovrapposizioni cromatiche e
sulle tensioni dell'informale, l'artista sembra affidarsi a un
linguaggio di estrema rarefazione, quasi che la pittura abbia
deciso di parlare abbassando la voce. La sua vicenda artistica è
caratterizzata da una continua sperimentazione di tecniche e
materiali, mantenendo come costante una ricerca interiore
nell'ambito dell'astrazione.
Le due opere, entrambe significativamente prive di titolo, non
rappresentano un vuoto nominale ma una precisa scelta poetica.
Rinunciando a qualsiasi indicazione narrativa, Basile lascia che
sia l'immagine stessa a costruire il proprio tempo interiore. Lo
spettatore non è chiamato a riconoscere qualcosa, bensì ad
attraversarlo.
In Untitled - 1 il campo pittorico appare come un'atmosfera
sospesa, dominata da una luminosità lattiginosa nella quale gli
azzurri si dissolvono in una trama di velature trasparenti. La
materia dell'acquarello sembra evaporare sulla superficie della
faesite fino a generare un paesaggio mentale, appena trattenuto
da una fascia inferiore di tonalità plumbee che funziona come un
fragile orizzonte. Non vi è contrasto, ma un lento passaggio
dalla luce alla memoria, come se il dipinto custodisse il
ricordo di un paesaggio ormai dissolto dal tempo.
L'acqua, qui, non è soltanto medium tecnico: diventa principio
costruttivo dell'immagine. Ogni alone, ogni infiltrazione
cromatica conserva l'imprevedibilità del gesto naturale,
trasformando la superficie in un organismo vivo, dove il caso e
il controllo convivono in un equilibrio sorprendentemente
maturo.
Untitled - 2 sviluppa la medesima grammatica con un respiro
ancora più contemplativo. Se il primo lavoro suggerisce un
confine tra cielo e terra, il secondo dissolve persino
quell'ultima traccia di orientamento spaziale. Tutto sembra
immerso in una vibrazione atmosferica continua. Le velature
azzurre si accumulano come vapori, mentre la parte inferiore
assume la consistenza di una nebbia marina o di un fondale
osservato attraverso l'acqua.
Qui Basile raggiunge uno degli aspetti più interessanti della
propria ricerca: la capacità di costruire profondità senza
ricorrere alla prospettiva, affidandosi esclusivamente alla
trasparenza dei pigmenti e al ritmo delle sedimentazioni
cromatiche. È una profondità percettiva, non geometrica;
emotiva, prima ancora che visiva.
Entrambe le opere sembrano dialogare con una tradizione che va
dall'ultimo Turner alle dissolvenze cromatiche di
Rothko, senza mai cadere nella citazione. Se quei maestri
cercavano la luce assoluta attraverso il colore, Basile sembra
inseguire qualcosa di ancora più fragile: il momento in cui la
luce sta per trasformarsi in ricordo.
L'impiego dell'acquarello su faesite costituisce inoltre una
scelta tecnicamente non comune. La rigidità del supporto si
confronta con la fluidità incontrollabile dell'acqua, generando
una tensione silenziosa che conferisce alle superfici una
qualità quasi minerale. Non siamo davanti a semplici campiture
liquide, ma a vere sedimentazioni atmosferiche, dove il pigmento
lascia affiorare il tempo della propria asciugatura.
Queste opere testimoniano una fase di piena maturità espressiva.
Basile non cerca più l'effetto, né la complessità compositiva.
Ha raggiunto quella difficile essenzialità che appartiene agli
artisti capaci di comprendere come il massimo dell'intensità
possa nascere dal minimo degli elementi.
In queste superfici quasi impalpabili il colore non descrive il
mondo: ne conserva il respiro. E proprio in questa rinuncia alla
rappresentazione risiede la loro forza più autentica. Sono
immagini che non chiedono di essere interpretate, ma abitate
lentamente, come si abita un silenzio.
Prof. Alessandro Masi, 25 settembre 2025
Critico e storico dell'arte
- Titolo: Untitled - 1/2
- Genere: INFORMALE
- Dimensioni: cm 60 x 60
- Tecnica: Acquarelli su faesite telata
- Data realizzazione: 21/09/2025
- Redattore: Alessandro Masi

