“Via al mare” di Leonardo Basile si presenta come un collage di forte equilibrio compositivo, in cui la geometria delle forme si intreccia con la memoria sensibile delle superfici decorative. L’opera, realizzata con carte da parati applicate su compensato, appartiene alla ricerca recente dell’artista barese, da tempo orientata verso un linguaggio astratto e informale fondato sulla sperimentazione materica e sulla tensione tra ordine e percezione emotiva. La struttura dell’opera è costruita attraverso una successione di piani che convergono verso un asse centrale: una forma verticale azzurra, simile a una soglia, una porta o una figura archetipica, sembra aprire simbolicamente uno spazio di attraversamento. Il titolo “Via al mare” suggerisce infatti un movimento interiore prima ancora che geografico. Non vi è una rappresentazione diretta del paesaggio marino; il mare emerge piuttosto come evocazione cromatica e mentale, affidata ai toni del blu, ai riflessi chiari e alla sensazione di profondità che attraversa l’intera composizione. Basile costruisce il collage attraverso frammenti di motivi ornamentali domestici — trame floreali, texture tessili, decorazioni rétro — che richiamano ambienti intimi, memorie private, atmosfere di casa. Questi elementi vengono però sottratti alla loro funzione decorativa originaria e ricomposti entro una sintassi rigorosa, quasi architettonica. L’artista trasforma così il materiale quotidiano in linguaggio simbolico: la carta da parati diventa pelle della memoria, archivio di vissuti, sedimentazione emotiva. L’aspetto più interessante dell’opera risiede nel rapporto tra morbidezza cromatica e costruzione geometrica. Le tonalità cipriate, i rosa polverosi, i beige e gli azzurri lattiginosi producono una percezione sospesa e silenziosa, mentre le diagonali e le sovrapposizioni dei piani introducono tensione dinamica. L’occhio dello spettatore è guidato verso il centro e contemporaneamente disperso nei dettagli ornamentali, in un continuo oscillare tra contemplazione e smarrimento. In questo lavoro si avverte anche una riflessione sul concetto di spazio. Lo spazio di Basile non è realistico né prospettico: è mentale, emotivo, costruito per stratificazioni. Le superfici sembrano aprirsi come quinte teatrali o pareti interiori, suggerendo un viaggio che ha la forma dell’attraversamento psicologico. La “via” del titolo può allora essere interpretata come percorso verso una dimensione di quiete, di memoria o di riconciliazione. L’opera dialoga indirettamente con alcune esperienze del collage novecentesco e dell’astrazione geometrica, ma mantiene una voce personale grazie all’uso poetico della decorazione e alla delicatezza cromatica. In “Via al mare” il frammento non genera frattura, bensì armonia: Basile ricuce materiali dispersi in una composizione che trasmette intimità e meditazione. Più che descrivere un luogo, questo collage costruisce uno stato d’animo. Il mare evocato dall’artista non è un orizzonte fisico, ma una condizione interiore: uno spazio di silenzio, di apertura e di nostalgia, raggiungibile solo attraversando le geometrie della memoria.



  • Titolo: VIA AL MARE
  • Genere: ASTRATTO
  • Dimensioni: cm 85 x 68
  • Tecnica: Oli e smalti su faesite
  • Data realizzazione: 06/12/2024
  • Redattore: VIRTUALE