maestro  Giuseppe Signorile

 

Un autoritratto del maestro pittore Giuseppe Signorile elaborato da Leonardo Basile

Giuseppe Signorile (1927-2016) è nato a Bari dove ha svolto la sua attività artistica per oltre settant'anni.
Ha partecipato a numerose collettive e concorsi ; ha tenuto mostre personali riscuotendo sempre consensi di pubblico e di critica.
La sua produzione , varia ed eclettica , si esprime in varie tecniche , dall'olio , all'acquerello , alla grafica , al mosaico ed alla ceramica .
Sue opere figurano in collezioni pubbliche e private in Italia ed all'estero.
Testimonianza della sua operosità si trovano a Norimberga , Praga , Milano , Roma , Napoli , Bologna e nel Montenegro , dove si è spesso recato . Ha insegnato alla "Bottega d'Arte G. De Nittis" di Bari e alla Ippogrifo, scuola d'arte fondata e da lui condotta. Hanno scritto della sua opera: Guttuso, Campione, Spadaro, Spinelli...e tantissimi altri. Il suo nome è fra gli artisti pugliesi scelti per il volume "Cento itinerari più due in Puglia", pubblicato dall' Università degli studi di Bari.

 

 

Ebbe a scrivere Manlio Spadaro a proposito dell'artista : " Giuseppe Signorile è soprattutto un paesaggista, con tutte le implicazioni del termine. Mi sembra questa la più importante componente della sua personalità artistica: un senso profondo della natura, il desiderio di tradurre non tanto l'apparenza, o analiticamente la struttura, quanto il tono e la suggestione.

Da giovanissimo prese subito contatto con i più recenti sviluppi della pittura, sobbarcandosi nel contempo ad un apprendistato artigiano nella Bari medievale per lui il centro naturale di gravità sin dalla fanciullezza.
Più tardi conseguì il diploma di geometra ed intraprese poi gli studi universitari, ma non tralasciò mai l'impegno per l'Arte, continuamente immerso, vero 'apprendist-sorcies', nelle sue ricerche, in un antico stanzone, tra vasi, seghe, trapani, pennelli, tavolozze, colori, tele, cartoni, cornici e crete.

A me si presenta sotto due aspetti caratteristici della vita di tanti artisti: quello diurno, che concilia le esigenze della famiglia e della professione, e quello notturno, che è il più radioso, il più affine alla sua identità artistica. E proprio sotto questo aspetto, Giuseppe Signorile appare un uomo dal pugno duro e dalla mano leggera.
Ma non voglio essere spinto dalla esagerazione di coloro che sentono la loro infantilità quando studiano un personaggio aureo del passato, quando dico candidamente che in certi tempi nani come questi che stiamo attraversando, Giuseppe Signorile può sembrare un gigante.

Ridimensionando il discorso, Giuseppe Signorile quel che vede, immagina, pensa riesce a trasformare in modo da rendere l'espressione visiva da una tavolozza sontuosa, esaltata e talvolta delirante di rossi, gialli, bruni, violi, blu che comunicano il piacere con cui egli si guarda intorno. In quasi tutti i suoi paesaggi, sono accennati la linea d'orizzonte e il cielo, il primo piano e lospazio in profondità, mentre le forme sono di ampie dimensioni, con assenza di figure umane che, se ci fossero, sarebbero piccole, e come sommerse.

Spesso il cielo è cupo; mai però come semplice sfondo, pervaso di una luce misteriosa, inteso come elemento drammatico. I procedimenti di questa pittura sono ora a macchie, ora a pennellate rapide e larghe, che raggiungono, a mio parere, l'impressione più alta in rapide notazioni che mi ricordano gli acquerelli di Hartley. Ma c'è una particolarità in essi più impegnata a conferire agli oggetti corposità e solidità reagendo all'esclusiva preoccupazione per gli effetti luminosi e cromatici, che giunge a conferire un'importanza determinante ai piani che limitano i volumi degli oggetti al punto da trasformare i piani stessi in elementi autonomi. Però a questo punto invece di andare oltre lanciando la visione nella purezza cromatica, essa si arresta temendo di spogliare le forme della loro realtà contingente e dell'ovvietà nell'accettare gli elementi soggettivi della rappresentazione, che gli astrattisti geometrizzanti definiscono impuri e pesanti di tonnellate e tonnellate di materiali. Il risultato di tale sfida è incantevole: gli oggetti, pur rischiando nella loro integrità, l'ovvietà soggettiva, si collocano sul piano dell'Arte come modo di essere.

In definitiva, la pittura ci rimanda con immediatezza al pittore, alla sua filosofia, a un operatore che crede nella vita con una fede che lo spinge a esprimere i poteri creativi della Natura come simbolo del trionfo della vita sulla distruzione."


"Giuseppe Signorile ha una visione del mondo che se tiene conto delle ragioni del "foro" interno non per questo esaurisce se stessa e i dati dell'indagine al singolo personaggio o alla singola opera .
Ne deriva una corale visione d'insieme della quale si nutre proprio la capacità continua di ricerca e di studio . Dagli oli agli acquerelli il paesaggio diventa così naturale e fisiologico .      La sua frequentazione con i più esperti acquerellisti tedeschi lo hanno portato a ritrovare nel dato tecnico , adoperato con sapienza , la possibilità di esaltare altri percorsi della sua ricerca . Il dato reale è solo il pretesto per giungere ad elaborazioni raffinate di puro segno e
di colore ..."    - Michele Campione


"Peppino Signorile è un viaggiatore incantato , un eterno fanciullone , non ha perduto la facoltà di stupire , conversatore amabile e prepotente , amico di me pittore , estimatore attento di ogni mia opera , illustre Artista e compagno vero ed intelligente ..."   - Renato Guttuso
  

Giuseppe Signorile : Ulivo, 1994

U'opera del maestro pittore barese Giuseppe Signorile

U'opera del maestro pittore barese Giuseppe Signorile

 

 

Il maestro Giuseppe Signorile e gli allievi della Bottega d'Arte “Ippogrifo”

 

 

Ultimo aggiornamento:  23-08-21