Il mare veniva piano
contro la scogliera.
La luna era alta,
grande e chiara,
e un vecchio pescava da solo,
con una grossa pipa tra i denti.
Aveva sul viso
la stanchezza di una vita passata.
Se ne stava lì,
come se tutti i suoi pensieri
fossero rimasti indietro,
in un tempo che nessuno poteva più raggiungere.
Guardava la luna.
Forse non guardava neppure quella.
Sembrava che, in quel momento,
non esistesse altro per lui.
Vennero alcuni uomini.
Presero un sasso
e lo gettarono nell’acqua,
proprio dove aveva calato la lenza.
Il vecchio non si mosse.
Non si voltò.
Non guardò nemmeno il sasso
affondare nel mare.
Gli uomini risero.
Risero ancora,
poi se ne andarono.
Il vecchio rimase lì.
La notte passò lentamente
e quando venne il mattino
era ancora sulla scogliera,
solo con il mare
e con i suoi pensieri.
Poi arrivarono alcuni bambini.
Si avvicinarono ridendo.
Per gioco gli corsero intorno
e finirono addosso al vecchio.
Il vecchio perse l’equilibrio.
Cadde.
Scivolò in mare
senza dire una parola.
I bambini risero.
Aspettarono che riemergesse.
Ma il vecchio non tornò.
Allora smisero di ridere
e cominciarono a piangere.
Pensarono di averlo ucciso.
Ma non sapevano
che quell’uomo
forse era già lontano da quel mare
da molti anni.
E che quella notte
non era venuto sulla scogliera
per pescare.
Era venuto soltanto
a salutare la luna.
6 giugno 1979
