Non aver paura, quando la notte scenderà lenta sulle tue palpebre
e il sonno, come un fiore avvelenato, avrà chiuso i suoi petali sul tuo corpo.

Potrà accadere che un vento umido
si insinui tra le tende, recando odori di pioggia,
di terre lontane e di rose ormai morte;
sfiorerà i tuoi capelli e, chino sul tuo capo,
sussurrerà parole che nessuno avrebbe potuto portarti.

Non aver paura.
Sarò io, forse, a cercarti nell’oscurità,
io che avrò attraversato la notte per parlare al tuo sonno.

E se, un giorno, camminando sola, tra la folla indifferente degli uomini,
sentirai improvvisamente una voce pronunciare il tuo nome,
una voce senza volto, venuta da nessun luogo,
non voltarti con paura.

Sarò io.

Io che ti chiamerò da una distanza che non conosci,
da un luogo dove il tempo non sa più separarci.

E quando penserai all’amore,nelle ore languide della sera,
quando sulle tue labbra il desiderio avrà già acceso
la sua febbre silenziosa, potrai sentire accanto a te un respiro,
dapprima lieve, poi sempre più vicino.

Non aver paura.
Forse non sarà un sogno. Forse non sarà neppure amore.
Sarà soltanto la mia ombra che avrà trovato la strada per tornare a te.


20 maggio 1980