Un giorno andrò via a vivere.
Resterete voi
a fare compagnia al tempo, a contare le stagioni
come si contano le assenze.
Resterà
chi mi ha amato senza rumore,
chi mi ha consegnato il proprio odio
come fosse un'eredità.
Resterà la morte,
paziente, a sedersi dove sedevo.
Resterà la mosca
che ogni giorno visitava la mia stanza:
la più fedele delle presenze,
l'unica a non chiedere nulla.
Resterà l'erba
nel suo ostinato verde di primavera,
il cielo che cambia volto
senza mai cambiare,
l'odore delle viole,
la freschezza del mattino
che nessuno riuscirà a trattenere.
Io soltanto
andrò via a vivere.
E resterete voi
a morire.
Agosto 1978
