recensione critica a cura della
La Geometria Sensibile e il Gioco di Vita di Leonardo Basile
" Nel progetto artistico di Leonardo Basile, le geometrie sono dotate di
un'intima sensibilità nella loro modularità: la sua pittura geometrica e
strutturata si colloca con forza nel panorama dell'arte contemporanea
italiana e internazionale. Pur muovendosi nel solco tracciato da maestri
del calibro di Piet Mondrian e Mark Rothko, fino alle strutture
concettuali e minimaliste di Sol LeWitt e Daniel Buren, Basile
ridefinisce queste influenze attraverso l'uso del modulo e del tassello
policromo come elementi grammaticali fondamentali della sua ricerca.
Le composizioni di Basile – siano esse realizzate su tela o tramite
assemblaggi di tessere di legno di pioppo – si configurano come
autentiche "Policromie Modulari". Questa felice formula descrive
l'assoluta centralità del colore e della materia nell'arte
contemporanea. Il colore e la struttura modulare di Basile conducono
l'osservatore "Oltre lo sguardo" (per citare una fortunata formula
critica a lui dedicata), guidandolo verso un'esperienza sensoriale
profonda e immersiva che trasforma la pittura in un vero e proprio
"gioco di vita".
Nella sua produzione, l'artista supera la rigida figurazione
tradizionale attraverso geometrie di tessere e moduli affiancati. In
questa trama ordinata, l'alternarsi ritmico del colore diventa
l'assoluto protagonista: un linguaggio minimale ed essenziale che si
serve del frammento per ricostruire l'unità.
Il minimalismo, nella visione di Basile, non è solo uno stile formale,
ma una filosofia globale, una scelta esistenziale che libera l'individuo
dalla complessità caotica per riconnetterlo all'essenza delle cose e
alle strutture fondanti della quotidianità. In campo artistico, questo
approccio si traduce in una riflessione sulla semplicità e sulla
ricchezza dello spazio assoluto. La ripetizione del modulo geometrico
nello spazio dilata la superficie e cattura lo scorrere del tempo,
sollecitando nello spettatore una percezione diretta del legame
indissolubile tra spazio, tempo e materia.
Basile sviluppa questa ricerca minimale nella sintesi armonica tra
modulo e colore, quasi una mediazione tra materia e spirito. Questa
indagine si esprime nelle sottili variazioni di luminosità e intensità
tra una tessera e l'altra, che invitano l'osservatore a immergersi e a
perdersi nello spazio compositivo dell'opera. È uno spazio che si
espande virtualmente, richiamando la celebre provocazione di Yves Klein
che invitava ad impregnarsi del Blu assoluto dei suoi monocromi. Le sue
opere modulari diventano così un'indagine sulle infinite possibilità
espressive del minimalismo geometrico, prive di intenti strettamente
narrativi ma straordinariamente dense di significato.
La "Teoria della Linea" e del Modulo: Tra Sensibile e Intelligibile
La produzione di Leonardo Basile trova un suggestivo parallelismo
filosofico nella "teoria della linea" di Platone (esposta nel Libro VI
della Repubblica), la celebre metafora che illustra i gradi della
conoscenza divisa tra il mondo sensibile (della doxa o opinione) e il
mondo intelligibile (della episteme o scienza).
In Platone, la linea indica una scala ascendente che conduce dal
visibile al puro pensiero, segnando il passaggio da una conoscenza
imperfetta e frammentaria alla comprensione dei concetti universali e
matematici. Nell'arte di Basile, questa ascesa gnoseologica si
materializza fisicamente nel rapporto tra il dettaglio e l'insieme
dell'opera:
Il Mondo Sensibile (Doxa):
Eikasía (immaginazione/ombre) e Pístis (credenza/cose sensibili) trovano
corrispondenza nella visione ravvicinata dell'opera di Basile.
Avvicinandosi alla superficie, l'osservatore percepisce l'individualità
fisica delle singole tessere. Scopre il calore del legno di pioppo, la
consistenza tattile dell'olio o dell'acrilico, e un vibrante microcosmo
informale ricco di sfumature e, talvolta, di accenni di dripping. È il
regno della materia sensibile, del frammento autonomo e pulsante.
Il Mondo Intelligibile (Episteme):
Diánoia (ragionamento matematico) e Nóesis (intellezione pura) si
attivano quando l'osservatore si allontana per abbracciare l'opera nella
sua totalità. I singoli frammenti si ricompongono in una griglia
ordinata e rigorosa. L'apparente imperfezione della singola tessera si
dissolve in un'armonia superiore, regolata da proporzioni geometriche e
rapporti matematici. L'opera si rivela come una totalità razionale,
un'architettura dello spirito che indica la via verso l'assoluto e
l'universale, non diversamente da come lo Zen del vuoto indica la strada
per la contemplazione pura.
Struttura Visiva e Dimensione Temporale
Una fitta sequenza di tessere quadrangolari disposte a mosaico occupa
interamente la superficie dell'opera. Questi moduli sono allineati in
modo rigoroso, quasi matematico, senza interruzioni di continuità ai
margini della composizione. L'osservatore è invitato a seguire il ritmo
cromatico che si propaga orizzontalmente e verticalmente lungo la
griglia.
La disposizione dei tasselli non risponde a simmetrie rigide o a
gradazioni tonali rigidamente programmate; si tratta piuttosto di una
successione apparentemente casuale ma orchestrata con un sapiente
equilibrio di intensità, saturazione e luminosità. L'effetto ottico
complessivo è quello di un denso tessuto policromo, caratterizzato da
una simultanea leggibilità di tutti i suoi elementi.
Ad uno sguardo attento e meditato, la superficie rivela la sua natura
vibrante: il contrasto tra i diversi tasselli è sempre coordinato dalla
regolarità geometrica della struttura, conferendo una straordinaria
profondità spaziale all'esperienza visiva.
Inoltre, la successione delle tessere evoca inevitabilmente la
dimensione del tempo. Ogni modulo si presenta come un'unità cromatica e
temporale autonoma, un istante congelato che esiste solo in relazione
agli altri. L'assenza di un unico punto focale o di una prospettiva
geometrica tradizionale sposta l'attenzione su un processo olistico di
lettura: lo spettatore sperimenta la durata della visione unitaria
d'insieme, scoprendo la dimensione temporale insita nell'atto
percettivo.
L'opera di Leonardo Basile richiede perciò un ruolo attivo da parte
dello spettatore. Modificando la distanza fisica dal quadro, cambiano
radicalmente le condizioni della lettura cromatica e plastica:
Da vicino, emerge il dettaglio vibrante e informale dei singoli
frammenti, la verità della materia e il calore del supporto.
Da lontano, si impone la sintesi geometrica complessiva, la vibrazione
ottica d'insieme e la sinfonia dei colori complementari che si fondono
nell'occhio dell'osservatore.
È proprio in questa feconda oscillazione visiva e concettuale che si
rivela la ricchezza dell'arte minimale di Leonardo Basile: un universo
espressivo dove il rigore della geometria incontra l'infinita libertà
della sensibilità interiore, restituendoci la complessa armonia della
vita."
Leonardo Basile fa dell’arte un gioco di vita. L’artista ha sempre avuto un’autentica ricerca interiore guardando dentro di sé e trovando nell’utilizzo delle tecniche [...]
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