Chiesa rurale medievale dell' Annunziata

Note storiche ed architettoniche a cura del prof. Vincenzo Colonna

 

Pochi a Santo Spirito conoscono la Chiesa dell'Annunziata, ubicata nel territorio di Santo Spirito al confine di quello di Bitonto e a sud dell'aereoporto civile. Meta nei secoli di pellegrinaggi a piedi e con carri agricolo, negli unici giorni in cui è aperta alla devozione dei fedeli il 25 marzo (Annunziata povera) e la prima domenica dopo Pasqua (Annunziata ricca o "d' la Madonn canarut"), è nei ricordi degli anziani di Palese, Santo Spirito, Modugno e Bitonto che si ritrovavano a quell'appuntamento per una bella festa campestre.


Tutta l'area circostante era ricca di piccole chiese d'epoca romanica come Santa Maria "de Staginisio", Sant'Andrea, San Martino di Balice, San Giovanni "de cameris", San Benedetto, Sant'Angelo in Camerata, oggi non più esistenti, citate in vari documenti storici di epoche diverse.


La frequentazione di questa zona era dovuta alla vicinanza della lama Balice, insolito elemento naturale che rompe la monotonia del paesaggio circostante e che già dal Neolitico era motivo di attrazione in quanto offriva riparo e protezione nelle grotte presenti lungo i suoi versanti, ed era ricca di cacciagione.
 

Questa attrattiva era diffusa invero in tutto il territorio pugliese, ricco di lame e gravine. Infatti nell'Alto Medioevo questi luoghi furono popolati da pastori e da contadini, che si difendevano dalle frequenti incursioni dei Saraceni lungo le coste e dai monaci basiliani che fuggivano dall'Oriente per scampare alle persecuzioni iconoclaste di Costantinopoli. Nascevano in tal modo villaggi sotterranei e casali con abitazioni, stalle, basiliche, necropoli, mulini, cisterne, ecc.
 

In questo contesto in prossimità della Lama Balice nacque il casale di Camerata, distrutto una prima volta nel 988 dai Saraceni insieme ai casali di Balsignano, Buterrito, Carabattola e Casalnuovo (Vito Lozito, 1994).
La Chiesa dell'Annunziata è una delle poche antiche strutture scampate all'incuria, al vandalismo o alla distruzione. Essa è situata a margine della strada provinciale Bitonto-Aereoporto di Palese e prossima al versante sinistro di Lama Balice nella località chiamata Arco Camerato. E' citata per la prima volta nel 1488 nel Libro Rosso dell'Università di Bitonto con la chiesa rupestre di Sant'Angelo di Camerata. Controversa è l'ipotesi fatta da alcuni studiosi che essa sia l'antica chiesa di Santa Maria "de Staginisio" (della Protezione) già riportata in un documento del 1190 (Antonio Castellano, B. Spera, 1988).
 

Dell'impianto romanico originario si conserva la pianta quadrata con l'abside rivolta ad est ed inclusa nel muro perimetrale. La chiesa fu completamente ricostruita nell'elevazione e nelle coperture intorno al 1585, anno in cui furono realizzati i cippi (Titoli) confinari tra Bari e Bitonto. Uno di questi, detto Titolo di Camerata, è presente verso est a breve distanza dalla Chiesa.
La navata è coperta da un'ampia volta a botte, probabilmente rifatta nel restauro del 1805 voluto da Giuseppe Maffei, cavaliere dell'Orine di Malta, com'è ricordato nella lapide con l'iscrizione: AEDEM HANC B.M. VIRGINI DICATAM JOSEPH MAFFEUS EQ. HIEROSOL. APPOSITO JURIS PATRONATUS SIGNO FAMILIAE SUAE RESTITUIT A.D. MDCCCV.


Esternamente il portale, con architrave è sormontato da una lunetta, in cui era collocata la lapide ora spostata nell'interno, alla quale segue in asse una monofora, con strombatura verso l'esterno, seguita da due mensole sulle quali poggiava forse una caditoia. Un agile campanile a vela, chiuso da un pignone poggiato su volute, svetta verso l'alto.


Un corpo quadrangolare è addossato sulla sinistra del portale, esso è coperto da una volte a botte e aperto sugli altri tre lati con archi a sesto acuto. La sua funzione doveva essere di riparo per i viandanti ed edicola votiva. In linea con la facciata sul lato destro è annesso un piccolo vano, in origine adibito a stalla, con un accesso diretto alla chiesa.


L'interno, molto semplice, è pavimentato con marmette di colore rosso che hanno sostituito l'antico pavimento a "chianche". Le pareti, ripulite negli anni 80 da strati di imbiancatura a calce, sono ricoperti da affreschi e tempere di cultura popolare e di varia età a partire dal 1586 con un quadro votivo di San Giuseppe commissionato dalla nobile Isabella de Agrestis di Bitonto.
Senza alcun ordine iconografico si susseguono San Leonardo, la Madonna con il Bambino, Sant'Antonio e San Nicola, l'Adorazione della Croce con l'Imperatore Costantino e la madre Sant'Elena.


Segue l'altare con alle spalle l'affresco dell'Annunziata che racchiude una nicchia rettangolare in cui era collocato un bassorilievo in pietra raffigurante la Madonna con il Bambino, purtroppo asportato da ignote mani sacrileghe.
L'iconografia riprende con la Natività, San Michele Arcangelo ed il ciclo del Giudizio Universale. Quest'ultimo, opera del maestro Ruggiero Bruno di Cosenza, è di notevole interesse per un'ingenua rappresentazione corale, quasi fumettistica ante litteram, del Giudizio. Esso inizia alla sinistra della porta d'ingresso e si sviluppa verso l'alto sul muro contiguo. In basso una scala, ai cui piedi è San Pietro che introduce le anime, conduce alla Porta del Paradiso (come è scritto sui gradini).

Uno stuolo di Angeli, provvede a ricomporre i corpi dei defunti, anche i morti in mare, e l'Arcangelo Gabriele sembra giudicarli. Verso l'alto una folla di Santi e Profeti fanno corona al Cristo in gloria con ai lati la Madonna e San Giuseppe, tutti sovrastanti e batuffoli di nuvole. L'affresco termina sull'architrave di una porta tompagnata con sei santi aureolati preceduti dal Battista. Tra questi desta curiosità la figura mascile, svestita con ornamenti esotici, dai lineamenti negroidi anch'essa con l'aureola sul capo.
 

Interessante è la presenza di numerosi graffiti con antiche date che richiamano alla mente la moltitudine dei fedeli che nei secoli hanno visitato questo luogo sacro. Si nota la mancanza di un serio restauro conservativo delle pitture, a tutt'oggi inoltre nessun esperto di storia dell'arte medievale ha approfondito lo studio dei dipinti.
Tutti i dipinti sono di pittori locali operanti tra il XVI e XVII secolo.


Sorprende il visitatore, la singolarità di questo piccolo gioiello un tempo immerso nella pace della campagna ricca di ulivi e dove nel silenzio risuonava il canto degli uccelli. Ora, fragile e delicata gemma, è circondato da cantieri e strade asfaltate su cui sfrecciano senza sosta macchine di tutte le dimensioni. Invece del dovuto rispetto ed attenzione intorno ad esso mucchi di materiale di risulta si accumulano senza vergogna. Fin quando resisterà ai predatori?" - Prof. Vincenzo Colonna - Bari Santo Spirito, dicembre 2012
 

La Chiesa rurale dell'Annunziata nel territorio di Santo Spirito : un tesoro da riscoprire.

Venerdì
9 Agosto 2013, alle ore 19,30 presso l'Ipogeo della Chiesa dello Spirito Santo si terrà una conferenza a cura del Prof. Vincenzo Colonna sul tema "La Chiesa rurale dell'Annunziata nel territorio di Santo Spirito : un tesoro da riscoprire".
La Prof.ssa
Adele Pulice introdurrà l'incontro-dibattito ; le conclusioni saranno della Prof.ssa Antonella Musitano.

L'iniziativa è a cura dell'Associazione Turistica PRO LOCO di Bari-Santo Spirito.

 

 

Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2013